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Tutta la storia di Vegni

Quello che troverete in questa parte del sito è una raccolta di diverse testimonianze alle quali abbiamo cercato di dare un ordine cronologico, la fonte primaria è quella dei registri anagrafici e dei quaderni dei parroci (un lavoro fatto per gioco intorno al 1995, in un Agosto afoso, quando per sfuggire al caldo insieme ad alcuni amici ci siamo ritrovati a sfogliare i libri conservati nella canonica e a trascrivere le frasi e gli eventi ritenuti di una certa importanza) forse proprio allora abbiamo preso coscienza dell’importanza di non perdere il nostro patrimonio culturale più grande e ora vogliamo rendervi partecipi delle scoperte che abbiamo fatto.

Ricostruire la storia di Vegni non è stato facile, perché la realtà spesso si intreccia con la leggenda, per questo motivo cercheremo di basarci sui dati certi e di analizzare date e situazioni, riportando le testimonianze raccolte in parte sui libri delle visite pastorali.

Vegni è il paese più alto del comune di Carrega Ligure, con i suoi 1040 metri s.l.m. e certamente la sua nascita è legata ad una progressiva risalita dalla valle alla ricerca di risorse idriche. La leggenda vuole che Vegni abbia origine da un insediamento a metà strada (“Mesuô”) lungo il percorso che sale dalla confluenza dei due torrenti Careghino e Agnelasca, qui infatti si trovano alcuni resti di mura ormai sommerse dalla boscaglia.

Più a valle troviamo una sorgente che ci piace pensare potesse essere una delle fonti di approvvigionamento delle prime famiglie dei Rattaro. Un primo nucleo di case si costituì, successivamente, nell’attuale "Villa della Chiesa", in prossimità di una bella fontana (ancora in buono stato) vicino alle terre denominate “Lagassu” dove si possono ancora vedere i resti di una costruzione non meglio identificata, si tratta in pratica di un campo sorretto da un grande muro nella parte inferiore, che si eleva per circa un metro al di sopra dello stesso per poi proseguire su due lati in modo da circondare per i tre quarti del livello del prato, nessuno sa a cosa potesse servire, le principali ipotesi sono due, la prima é che potesse essere una cisterna per la raccolta delle acque e la secondipotesi é che il luogo fosse stato il primo cimitero del paese. Questo spiegherebbe anche il nome della fontana in “Fontana dei morti.

Le prime testimonianze scritte risalgono ad un documento datato 1204 con il quale i figli di Baimonte permutavano con l’abbazia di Rivalta i beni dati loro dal padre, con altri che dalla costa di Vegni discendevano in Borbera e vengono denominati "Villa della Chiappara" o "Chiapparo" che si trova sulla strada per Vegni; è molto probabile che tale donazione facesse parte di una serie di donazioni di terreni e villaggi (come per esempio Agneto) al monastero di San Fruttuoso di Camogli e diventato successivamente, come tutti i paesi della Val Borbera e delle valli vicine, “stati cuscinetto” tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Milano, il Marchesato del Monferrato e il Piemonte della famiglia Savoia
(dal libro di messe dei legati 1745 : “La signora M. vedova del signor F.Bellomo delli Reneuci moriva in Lombardia nell’anno 1743 ha lasciato alla sua morte, che le sia fatto tanto bene, per venti monete di Genova, comprese però lire dodici di Milano”)

1244 seconda testimonianza è la scritta Vegna (Chartarium pag. 220)

1281 in un documento viene menzionato Herizone de Vegno

1523 Vegni divenne feudo della famiglia Doria, si hanno le prime testimonianze di una propria parrocchia autonoma e ne era parroco Don Bartolomeo Torriglia

1575 La parrocchia di Vegni fu unita alla parrocchia di Carrega Ligure, probabilmente per il numero esiguo di parrocchiani, nel 1596 infatti si contavano 30 fuochi computanti le ville Bogliana, Reneuci e Farrazza, e tale compariva nelle visite pastorali sino al 1615. Il parroco di Carrega , (mercante e cacciatore, come pure il suo cappellano) celebrava la messa alla domenica alternativamente a Carrega e a Vegni. Ogni mercoledì invece celebrava solo a Vegni.

1624 La parrocchia di Vegni ritornò autonoma, la costruzione della chiesa fu terminata nel 1635 ed ampliata nel 1878, l’ultimo restauro, a livello cronologico, fu eseguito nel 1985.


LA CHIESA


Attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta di Vegni, spiccano le case in pietra a vista affastellate intorno alla stradine, l’altro abitato, di dimensioni maggiori, ha più o meno le stesse caratteristiche, gli edifici, tipiche case di pendio, collegate le une alle altre, sono spesso attraversate da archivolti con due rii che contornano l’abitato e che alimentando le quattro fontane.
Le due “Ville” oggi sono unite da una piazza, ma inizialmente erano separate in due nuclei ben distinti e mentre nella Villa della Chiesa si stabilirono come abbiamo già visto le prime famiglie dei Rattaro, la Villa Superiore fu concessa alle famiglie dei Terragno, a patto che non oltrepassassero il ruscello ed è a questo punto che la realtà si fonde con la leggenda....

Il carnevale vegnino racchiude in se la testimonianza della rivalità tra gli abitanti delle due ville, infatti alcuni giorni prima della festa del carnevale si accendevano due falò nelle due Ville che non dovevano mai spegnersi, ovviamente il falò con più durata avrebbe decretato il vincitore e questo scatenava la battaglia per cercare di spegnere il fuoco degli avversari in tutti i modi, perciò si mettevano addirittura sentinelle a guardia del fuoco e da questo pretesto partivano gli insulti agli avversari, in particolare gli insulti più frequenti erano Burghiscian per identificare i Borghesi della Villa della Chiesa e Sittadin per i Cittadini della Villa superiore.

Successivamente, prima della fine del 1700, comparirono a Vegni le prime famiglie dei Franzoia provenienti dalla località Alberasca o “A Bastà”, situato prima del paese di Casone, dove si possono vedere ancora oggi resti di antiche case in pietra.

1790 Con l’avvento di Napoleone e l’abolizione della feudalità, i Savoia fuggirono in Sardegna ed il Piemonte tornò ad essere repubblica Cisalpina, nominò Bonaparte suo presidente e cambiò il proprio nome in Repubblica Italiana, quasi a permettere ai nostri patrioti il futuro compimento dell’unità d’Italia i territori di Novi Ligure e della Val Borbera passarono dalla provincia di Genova a quella di Alessandria, sotto il comune di Mongiardino Ligure.

Dal 1795 al 1831 la parrocchia di Vegni e quella dei Reneusi vennero unite, molto probabilmente per la diminuzione della popolazione di Reneusi; testimonianza di quel periodo "dal libro delle elemosine dei massari" delle due Ville di Vegni e della Villa del Reneusi di Don Pietro Brignole (rettore dal 1792 al 1829): libro in cui fedelmente saranno annotate tutte le lemosine esatte dei massari * pro tempore delle anime del purgatorio delle due ville di Vegni e della Villa dei Reneusi in una colla rispettiva soddisfazione di dette lemosine “Don Pietro Brignole (rettore dal 1792 al 1829).

1867 Nel libro delle risposte ai quesiti del Rettore Don Natale Campi di Basaluzzo troviamo la scritta Veny

Quasi cento anni più tardi Vegni si prestava a mettere in pratica le indicazioni delle “leggi napoleoniche“, segno dell’isolamento che caratterizzava queste zone, con lo spostamento del cimitero per mancanza dei requisiti igienici, come testimonia un documento di perizia dello stesso datato 1892.

1899 Inizia la costruzione della canonica attuale ad opera di Don G.Massone (rettore dal 1899 al 1906) terminata grazie allo zelo di Don Giuseppe Mensi (rettore dal 1932 al 1947).

1900 Il paese di Vegni (come del resto tutti i paesi della Valle) fu caratterizzato dalla piccola proprietà terriera, con un frazionamento capillare del territorio dovuto a due motivi; innanzitutto perché la totalità degli abitanti era formata da contadini, ne consegue che l’agricoltura fosse la fonte primaria di sostentamento, come anche il bosco per la legna e le castagne, secondariamente i continui passaggi di proprietà per ragioni ereditarie, così che accadeva che frequentemente ( e ancora ai nostri giorni ci sono situazioni simili) che la stessa fascia di terreno lunga poche decine di metri e larga un paio fosse divisa fra tre e più proprietari, l’estrema povertà di quella agricoltura è dimostrata dal fatto che non esisteva, praticamente zolla di terreno, anche nei luoghi più impervi, che non venisse sfruttata.

A certificare la precarietà di quell’agricoltura basta anche guardare alle differenti epoche in cui avvenivano i raccolti rispetto all’agricoltura di pianura: il grano ad esempio veniva trebbiato in pieno agosto, ben al di là della soglia classica per l’agricoltura di pianura, per integrare guadagni così magri ed in grado di soddisfare semplicemente, ed inoltre nemmeno completamente, i fabbisogni alimentari, strade erano poche. Certo, qualcosa si poteva guadagnare dalla vendita del carbone da legna, che veniva prodotto da molti nuclei famigliari, qualche vitello, qualche uova e pochissimi altri generi minori.

Ma la soluzione dei problemi economici della famiglia passava quasi sempre per la via dell’emigrazione: sia oltremare, sia soprattutto a carattere stagionale, la fine del 1800 portò ad un progressivo spopolamento dovuto all’emigrazione di molti Vegnini in America alla ricerca di fortuna, basti pensare che nel 1866 a Vegni vi erano 464 abitanti mentre nel 1896 scesero a 300 testimonianza di quel periodo è questo stralcio di risposte ai quesiti della visita pastorale del 25 Ottobre 1891: ”Un terzo della popolazione è in America, la popolazione è di 450 anime di cui 150 e più sono all’America solamente circa 200 anime sono stabili, le altre parte in America e parte all’inverno si recano a Genova chi alla Lombardia per guadagnarsi di che vivere, la professione unica è quella di contadino...”

1915-1918 La prima guerra mondiale non colpì il territorio dell’alta Val Borbera, ma certamente lasciò il segno nel numero di soldati caduti e dispersi in trincea e anche Vegni subì parecchie perdite, eloquente è il grafico sottostante.

Nel 1914 dall’elenco di fanciulli iscritti alla diocesi n. 7: 4 maschi e 3 femmine

Nel 1915 9 iscritti 4 maschi e 5 femmine

Nel 1918 non vi sono bambini iscritti.

Nel 1922 le famiglie sono:
  • 10 ai Reneuzzi (popolazione 32 abitanti)
  • 2 a Ferrazza (popolazione 14 abitanti)
  • 3 a Casone (popolazione 17 abitanti)

Nel 1928 a Vegni 29 famiglie nella villa alta e 19 nella villa della chiesa.

1940-1945: La seconda guerra mondiale purtroppo coinvolse i territori vicini a Vegni a volte utilizzati dagli alleati per il lancio di viveri e generi di sostentamento per la popolazione, ma fortunatamente per la sua posizione piuttosto difficile da raggiungere Vegni visse in un certo senso un periodo meno difficile di altre zone.

Dai racconti degli anziani resta il grande coraggio, soprattutto delle donne che, rimaste sole con i figli dovettero lavorare duramente per il sostentamento della famiglia nella speranza del ritorno dei loro mariti. Vegni ebbe i suoi eroi e non solo sul campo di battaglia, molte furono le dimostrazioni di solidarietà nei confronti dei partigiani che trovarono rifugio nei fienili e nelle stalle del paese.

1954 Vegni 50 famiglie di cui 18 nella villa della chiesa abitanti 190   • Reneuzzi 5 famiglie 18 abitanti
  • Farrazza 2 famiglie 13 abitanti
  • Casone 3 famiglie 7 abitanti

1959 Nasce il Consorzio Rurale di Vegni i 31 consorziati, erano tutti residenti a Vegni e lo scopo principale era l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio di opere di miglioramento fondiario dei terreni e in particolare l’attivazione e successiva manutenzione della strada auto carrabile e la gestione dell’acquedotto.

1969 La prima grande conquista per Vegni la costruzione della strada carrabile, che per anni è stato collegato al "resto del mondo” solo da una mulattiera, le prime auto arrivarono nella piazza del paese.

1979 Terminano i lavori dell’attuale acquedotto, che si ottenne solo grazie all’intervento di operai che lo tracciarono dalla sorgente senza poter contare sull’aiuto di macchinari dato il territorio piuttosto impervio.

1998 Nasce il circolo ACLI “Il Carmetto”, già esistente dal 1991. I soci fondatori e promotori furono inizialmente dieci, mentre a tutt’oggi si contano almeno un cinquantina di famiglie.

Nel corso degli anni il circolo è cresciuto sia per numero di componenti che per le attività e lo scopo principale è quello di sviluppare progetti e manifestazioni che coinvolgano l’intera comunità.

2005 Nasce il sito ufficiale di Vegni per non dimenticare la nostra storia.

2015 Esattamente 10 anni dopo la sua creazione, il nostro sito si regala una nuova veste grafica e si arricchisce di contenuti.